Acqualonga, la Procura passa al contrattacco: “Mancavano alcuni ancorati”

Acqualonga, la Procura passa al contrattacco: “Mancavano alcuni ancorati”

31 gennaio 2018

Renato Spiniello – Dopo l’esposizione tecnica dei periti di Autostrade per l’Italia, chiamati a contestare le tesi dei consulenti della Procura, l’Aula di Corte d’Assise “Nunziante Sciabelli” di Piazzale De Marsico è stata teatro del controesame da parte dei pm.

Al primo round, in attesa del secondo calendarizzato per mercoledì 7 febbraio, in cui sarà direttamente il procuratore capo Rosario Cantelmo a controinterrogare i consulenti, è toccato alla sostituta procuratrice Cecilia Annecchini incalzare il pool di consulenti di Autostrade, composto da professori delle Università di Firenze e Milano, secondo cui le cause della tragedia del viadotto Acqualonga non sarebbero ascrivibili all’infrastruttura autostradale, bensì alle condizioni del bus e all’imperizia del suo conducente.

Se la valvova 4 vie – sostiene ad esempio la tesi difensiva – avesse funzionato, l’autobus condotto da Lametta avrebbe arrestato la propria corsa nell’arco di 500 metri e, quindi, non sarebbe finito giù dal viadotto autostradale. Altri punti di discordanza tra le perizie di accusa e difesa sono la traiettoria e la velocità del mezzo al momento dell’impatto, oltre alle interazioni di quest’ultimo con gli altri veicoli che percorrevano l’Acqualonga.

Stando ai periti, tenendo conto delle condizioni di eccezionalità dovute al malfunzionamento del bus, delle interazioni con gli altri veicoli e delle scelte sbagliate dell’autista, le barriere mai avrebbero potuto contenere il mezzo pesante.

Da qui si è passati al nodo focale della vicenda, quello relativo ai tirafondi (detti anche ancorati). “Essi hanno un assorbimento energetico praticamente nullo (1-3%) – hanno affermato in Aula i tecnici di Autostrade – il loro compito è limitare lo spostamento trasversale della barriera. E anche se ammalorati (arrugginiti, ndr) il materiale residuo fornisce le medesime prestazioni dell’originale”. Per la Procura, invece, alcuni di questi ancorati sarebbero addirittura mancanti in una sezione, come evidenziato da alcune foto mostrate al giudice Buono.

Il dibattimento, come accennato, si aggiornerà al 7 e al 16 febbraio e al 2, 16 e 28 marzo, giornate, quest’ultime, destinate all’esame degli imputati.