Acqua, le tariffe ad Avellino e Benevento: lo studio della Uil

Acqua, le tariffe ad Avellino e Benevento: lo studio della Uil

5 febbraio 2016

La Uil mette a confronto le tariffe e i costi in capo alle famiglie in relazione al servizio idrico forniti dagli operatori in Irpinia e Sannio.

“Dalle tabelle – si legge nella nota della Uil – si può notare come considerando i consumi medi stimati dall’Istat per una famiglia di 4 persone in circa 200 metri cubi all’anno, la forbice tra le tariffe applicate ad Avellino e quelle applicate nel Comune di Benevento sono fortemente diverse”.

“In primo – continua – è da considerare che sul territorio Beneventano insistono diverse tariffe per i Comuni con forbici considerevoli, tuttavia abbiamo comparato quelle dei due capoluoghi di provincia, più affini in termini di accesso alla rete e per numero di utenze servite, riferendoci ad un famiglia di 4 persone con il consumo medio definito dall’Istat in circa 53 metri cubi per Benevento e 52 per Avellino, che abbiamo riportato per omogeneità a 50 metri cubi pro capite all’anno”.

Sempre per la Uil, “… le tariffe applicate da quella “agevolata” a quella più alta (secondo supero) calcolate in base alle fasce di consumo discostano da un minimo del 90% fino ad un massimo del 300%, cosa che deve porre qualche riflessione che sia più di una considerazione di “campanile” o di presunte velleità di aggressione territoriale. Ci sono cittadini che pagano il doppio e più del doppio per lo stesso servizio e per lo stesso diritto è questo il problema da risolvere e a cui la politica deve una risposta”.

“Se già in passato uno dei motivi per cui l’Ente di Ambito Territoriale Ottimale ATO 1 Campania Calore Irpino forse non è riuscito a fare passi nella direzione della sua stessa finalità, fissata nello statuto del Consorzio in Organizzare il servizio idrico integrato e provvedere alla programmazione e al controllo della gestione del servizio, sarebbe opportuno che si partisse da questo per costruire il Nuovo Modello di Gestione e provare così ad offrire ai cittadini elementi reali di valutazioni, che smentiscano illazioni di logiche territoriali, di partito, di assetti nei partiti e di potere che hanno fatto e non faranno il bene comune, nemmeno dell’acqua”.