Acqua, la Camera approva emendamento Pd: “Gestione pubblica non obbligatoria”

Acqua, la Camera approva emendamento Pd: “Gestione pubblica non obbligatoria”

15 marzo 2016

La gestione dell’acqua non dovrà essere obbligatoriamente pubblica ma solo in via prioritaria.

Lo ha deciso il Governo che ha stralciato dalla proposta di legge del M5S l’articolo 6 sulla ripubblicizzazione che avrebbe permesso l’applicazione del referendum del 2011.

La Commissione Ambiente della Camera ha approvato l’emendamento del Pd alla proposta di legge che, a cinque anni dal referendum sull’acqua pubblica, recepiva l’esito di quella consultazione: la proposta di modifica dem prevede la soppressione dell’articolo 6 del testo che definiva il servizio idrico integrato quale servizio pubblico locale privo di rilevanza economica e ne disponeva l’affidamento esclusivo a enti di diritto pubblico.

La norma vietava l’acquisizione di quote azionarie di società di gestione del servizio idrico integrato; l’emendamento Pd, riformulato dal relatore, alla proposta dispone l’affidamento diretto del servizio idrico “in via prioritaria” in favore “di società interamente pubbliche, in possesso dei requisiti prescritti dall’ordinamento europeo per le gestione in house, comunque partecipate da tutti gli enti locali ricadenti nell’ambito territoriale”.

L’emendamento, approvato con il voto contrario dei deputati M5s e SI-Sel, è passato nonostante il parere negativo del Ministero dello Sviluppo Economico.

La proposta di modifica approvata è la stessa che sancisce che “… il servizio idrico integrato è considerato un servizio pubblico locale di interesse economico generale assicurato alla collettività”. L’emendamento – che sostituisce per intero l’articolo 4 della proposta M5s – si richiama espressamente alla direttiva Ue 2014/23 sull’aggiudicazione dei contratti di concessione e sul principio di delega contenuto nella riforma degli appalti approvata di recente, a cui un altro emendamento Pd approvato si richiama.

I deputati del M5S e di SeL hanno manifestato con cartelli davanti a Montecitorio: “Stravolto l’esito del referendum: arroganza della maggioranza senza confini. L’acqua non si vende“. La deputata M5s Federica Daga ha annunciato che lei e i colleghi ritireranno la firma dal provvedimento. La capogruppo 5 stelle in Senato Nunzia Catalfo: “Il Pd vuole affossare il volere di 27 milioni di italiani”.