Accade oltremanica: 27enne licenziato per… profumi indesiderati

16 febbraio 2010

Tempi duri per i lavoratori. Come se non bastassero già le logiche imprenditoriali spesso spietate e le difficoltà a trovare un impiego con la crisi economica in atto, sembra che anche il licenziamento, da oggi, debba arricchire il suo campionario di una nuova possibile causa: le “puzzette”. E’ quanto si scopre a guardare oltre Manica, dove il 27enne Daniel, ha perso il posto di lavoro a causa degli odori non proprio profumati prodotti dal suo corpo. Il veto sul… peto, insomma. Ma il poverino, da quanto si legge, non avrebbe dato “fiato alle trombe” così, per puro spirito goliardico. Daniel soffrirebbe infatti di problemi legati alla depressione, motivo per il quale sarebbe costretto ad assumere dei farmaci che stimolerebbero questa evidente aerofagia. Nessuna comprensione, tuttavia, quella mostrata dai colleghi, considerato che la direzione aziendale ha deciso di procedere con il licenziamento dopo ben 35 reclami presentati in soli due giorni dagli altri dipendenti probabilmente esasperati dalle flatulenze. Sono comprensibili. Come è comprensibile la rabbia e l’incredulità del 27enne che ha bollato come “ridicolo” il taglio. In definitiva una storia, quella di Daniel C., che conferma a suo modo un fatto: sul mondo del lavoro tira proprio una malaria!