Abbruciamento stoppie, Coldiretti: “Tavolo confronto con Di Popolo”

30 gennaio 2013

Avellino – Per individuare soluzioni condivise e praticabili e superare la drammatica situazione che si è venuta a creare nelle campagne irpine con il divieto della bruciatura dei residui delle produzioni agricole, la Coldiretti di Avellino promuove una petizione per chiedere al Procuratore della Repubblica di Avellino, dott. Angelo Di Popolo, l’apertura di un tavolo di confronto con i rappresentanti dei produttori agricoli. Così in una nota: “Sono passati ormai diversi mesi dall’Ordinanza del 19/09/2012 del dott. Di Popolo e i produttori agricoli stanno vivendo una grave ed esasperante situazione di disagio. Con l’Ordinanza richiamata, ad oggetto “Prassi applicative ed ulteriori osservazioni in ordine alle indagini sulla pratica dell’abbruciamento di residui di colture agrarie, di cespugliati, di alberati e di incolti”, il Procuratore affermava che era orientamento consolidato dell’Ufficio “di contestare i reati di cui all’art. 674 c.p. ed il concorrente reato di cui all’art. 256 D. Lgs. n. 152/06 (illecito smaltimento di rifiuti speciali vegetali)” e, in considerazione delle allarmanti risultanze provenienti dalle centraline cittadine in ordine all’inquinamento atmosferico, si imponeva la massima attenzione nel perseguire comportamenti non leciti. Il Procuratore segnalava che la prassi applicativa “ha visto un tempestivo ed opportuno uso del sequestro probatorio al fine di consentire il successivo accertamento della tipologia di rifiuti” anche con l’ausilio di personale Arpac. Molte sono state le sanzioni elevate dalle Forze dell’Ordine a seguito di tale Ordinanza, spesso ad ignari coltivatori. Ciò ha creato rabbia ed esasperazione nei produttori, soprattutto nocciolicoltori e castanicoltori, che non hanno potuto più effettuare pratiche agricole di pulitura del terreno che venivano svolte da decenni senza mai arrecare danno alcuno a persone, cose o all’ambiente, anzi, evitando e prevenendo, con queste operazioni, rischi idrogeologici e smottamenti che si sarebbero potuto verificare, soprattutto nel periodo invernale, creando problemi ben più gravi ai cittadini tutti. E’ noto a tutti che i terreni dedicati alle coltivazioni arboree corilicole, castanicole ed altro sono ubicati in collina, spesso con forti pendenze. La Coldiretti di Avellino diverse volte ha chiesto ufficialmente a S.E. il Prefetto un incontro per una discussione serena sul problema che salvaguardasse gli interessi di tutte le parti in causa, cittadini e produttori agricoli, nel rispetto dell’ambiente e del territorio. Ora è venuto il momento per un’attenta, oggettiva e serena analisi del problema. Una prassi operativa annosa non può essere considerata illegittima ed inquinante, a prescindere. Sicuramente, c’è bisogno di regolamentarla attentamente e rigidamente su tutto il territorio, in modo obiettivo, per mettere in condizione di tranquillità chi vuole dedicarsi semplicemente al proprio lavoro, nel rispetto di tutti, dell’ambiente e del territorio, che gli agricoltori vogliono continuare a tutelare e a salvaguardare perché esso rappresenta una componente essenziale dell’unicità e della tipicità delle proprie produzioni”. La raccolta delle firme è iniziata e procede spedita nelle zone interessate. Presso gli uffici della Coldiretti sono a disposizione i moduli per la sottoscrizione.