A Sorrento la mostra “La Donna è Arte” di Michela Angiuoni

16 aprile 2009

La mostra “La Donna è Arte” è patrocinata dal Comune di Sorrento, dal Centro Studi Bartolommeo Capasso, dall’associazione F.I.D.A.P.A. penisola sorrentina, dall’associazione Arteeuropa di Avellino.
L’esposizione verrà inaugurata lunedì, 20 aprile alle ore 18, presso la biblioteca comunale in Piazza Tasso. Espongono: Michela Angiuoni, Letizia Caiazzo, Nadia Lolletti. Intervengono: il sindaco Marco Fiorentino, l’assessore Rosario Fiorentino. Presenta l’evento il critico d’arte Rosario Pinto. La mostra resterà aperta al pubblico fino al 5 maggio dalle ore 10 alle 12,30 e dalle ore 16,30 alle 20,00. Tre donne interpretano in modo diverso l’arte. La mostra “La Donna è Arte” presenta opere di grande capacità espressiva e pittorica. Le tre artiste, nei loro generi così diversi seppur simili, sono valide interpreti dell’arte contemporanea e si esprimono egregiamente, attraverso le varie tecniche, i diversi materiali e strumenti usati. La ceramista Michela Angiuoni, come scrive Nicola Cesari “…esalta nella sua opera la composizione pittorica, sempre congiunta alla sua personalità e al mondo delle sue esperienze, espresse in figure grafiche e masse colorate. Gli effetti pittorici della sua arte nascono in gran parte dalla mescolanza fra creazione e invenzione, fantasia e solida tecnica”. Le tele cariche di colore e a volte di mistero prendono vita dal pennello virtuale dell’artista Letizia Caiazzo che sa ben impiegare la tavolozza cromatica, come ha evidenziato Antonino Fiorentino e, ancora, “…sa anche imprimere nelle figure come nei paesaggi, nei vicoli come nei volti, momenti di vita reale espressi in modo colorato sì, ma che lasciano trasparire un’inquietudine esistenziale. C’è sempre, in Letizia, una ricerca della vera essenza dell’uomo e del Creato che è fuori dall’egoismo e arrivismo dell’attuale società moderna. Si rimane incantati e sorpresi davanti alle sue opere sia per le atmosfere evocate che per le riflessioni e pensieri che vengono fuori, che avanzano e danzano fra piacere e sogno, fra evanescenze e fragilità dei tanti sentimenti umani. Attraverso il computer ottiene immagini caratterizzate da una semplicità di forme e figure in cui la luce, il colore e l’ambientazione si intersecano creando fascino. Le sue opere risultano ricche di emozioni, colori ed intensità e mettono in armonia arte e tecnologia”. Per Nadia Lolletti la pittura e l’arte nelle sue varie forme espressive costituiscono quasi un rifugio “…per conoscere socraticamente se stessa e, nel contempo, colloquiare con gli altri, con una società, a mio avviso, assai spesso distratta e che lei, artista, cerca di scuotere da un atavico torpore mettendo in giuoco se stessa e la sua stessa personalità. Quasi una sfida aperta, questa della pittrice, in una continua assiemanza di segno- colore, parole dipinte, appena sussurrate in una atmosfera che sembra travalicare i confini della stessa quotidianità per attestarsi in un mondo ‘altro’, un mondo di sorprendente luminosità. Un confronto- scontro, il suo, mentre la stessa emozione che colpisce l’osservatore di fronte a ciascuna opera diventa ed è pagina bianca sulla quale trascrivere il messaggio recepito attraverso il segno-colore dell’artista”. Questo dice di lei Anna Sciacovelli, scrittrice. D’accordo con la Sciacovelli è la critica d’arte Lia Ciatto che conferma scrivendo “…nascono così opere di tematica diversa, ma di grande valenza artistica perché la Lolletti sa coniugare egregiamente la tematica al segno e al colore. Ci sono alcune opere, nel repertorio dell’artista che collegano piccoli aspetti del reale e li riportano sulla carta con un tocco di poesia come nel caso dell’opera intitolata “Il mare e il pescatore” che è un felice connubio di quanto sopra detto”. Per concludere queste tre donne si ritrovano in un mondo atemporale, magico e poetico dove il vivere e il sognare sono un tutto uno in un’alchimia che regala magie.