A quattro giorni dalla pubblicazione della missiva, ieri la replica. Anzalone: “Un gesto vile di chi è abituato a nascondersi”

by 18 marzo 2005

di Teresa Lombardo – A quattro giorni dalla pubblicazione sul nostro quotidiano, della missiva indirizzata dall’assessore regionale al Bilancio Luigi Anzalone all’on. Ciriaco De Mita, al segretario provinciale Domenico Covotta, al segretario cittadino Pino Rosato, al senatore Nicola Mancino e agli on. Antonio Maccanico e Gerardo Bianco, ieri la bufera. L’esponente della Margherita nella sede elettorale di Piazza Libertà, ha lanciato frecce avvelenate contro chi usa escamotage “vili” pur di colpire. “Era una missiva riservata. Per quindici giorni mi sono trovato nella impossibilità di fare campagna elettorale. A seguito di questa lettera invece si sono riscoperte le condizioni per un’accettabile agibilità politica. Essendomi candidato porto avanti la mia battaglia. Per questo ho chiesto di aver a disposizione strumenti politici partitici. Non ho chiesto voti ed appoggi elettorali a nessuno, semmai alla gente semplice. Il senso della battaglia politica si può riassumere in due punti: 1) ridimensionare i privilegi del palazzo regionale; 2) una politica più trasparente a disposizione dei cittadini; riduzione dello stipendio ai consiglieri regionali”.
Come mai tale intuizione giunge nel periodo elettorale?
“Ne feci richiesta a Bassolino tempo fa, già quando Di Nunno adottò tale provvedimento. Il presidente pur essendo d’accordo con me, mi disse chiaramente che il tutto avrebbe creato altri diverbi tra i partiti. Pertanto qualche quotidiano mente senza sapere di cosa parla. Oggi lo faccio in quanto assessore uscente. Se poi mi si dice: ‘dimettiti’, io dico no grazie. Non accetto ordini ed imposizioni da nessuno”.

Riportiamo solo in parte il contenuto della missiva, pubblicata integralmente già il 15 marzo 2005

“(…) Trovo francamente non solo immotivato ma soprattutto lesivo della mia dignità umana e politica, contrasta in modo quanto mai stridente con il fatto che ai due capolista, gli onorevoli Enzo De Luca e Mario Sena, viene riservato il quotidiano onore di essere invitati a cinque o sei manifestazioni, che i circoli organizzano con grande impegno e dovizia di partecipazione popolare, tant’è che soprattutto l’onorevole De Luca, come si legge dai giornali, è ormai pressoché sommerso da continui ‘bagni di folla’. Lungi da me l’idea di mettere in discussione il privilegio di cui, sia pure per legge non scritta, debbono godere gli onorevoli De Luca e Sena. Quel che, però, non riesco a capire è la ragione per cui sia stata accettata la proposta della mia candidatura, dal momento che si aveva in animo di osteggiarla in modo continuo e, purtroppo, anche proditorio (…)”.


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