A Prata si recupera il passato

8 dicembre 2012

Il Comune di Prata non è nuovo a iniziative volte a valorizzare il territorio e il volontariato culturale. L’ennesima prova di forza data dalla gioventù del piccolo borgo irpino si è espressa con il recupero di alcuni reperti importanti per la comunità. Giovedì 6 dicembre presso la Chiesa Madre di San Giacomo M.A. si è tenuta la prima giornata della Banca della Memoria. Nell’occasione sono state ricollocate all’interno della navata una pietra sacra d’altare, databile XVII-XVIII sec. ed una lapide ottocentesca, già disperse in precedenza durante il restauro post sisma del 1980. Gli antichi reperti sono stati rinvenuti dallo storico locale Fiorentino Pietro Giovino e dall’archeologo Luigi Ciarmoli tra i materiali di risulta abbandonati presso l’edificio religioso. L’operazione di recupero si colloca perfettamente nell’ambito dei progetti del volontariato culturale ed è stata effettuata grazie alla collaborazione della Diocesi di Avellino e della parrocchia locale (il nuovo parroco Padre Tommaso). Un ruolo importante lo hanno ricoperto i giovani del Forum di Prata di Principato Ultra che si sono prodigati nell’organizzazione e nella realizzazione dell’evento. Contemporaneamente si è tenuta una visita guidata all’antica parrocchiale, dove sono state illustrate le dinamiche storiche delle cappellanie, delle tele e dei simulacri votivi. Venerdì 7 dicembre presso l’antica Arcibasilica di Maria Ss. Annunziata, sono stati recuperati numerosi tegoloni riferibili ad alcune sepolture dette “a cappuccina” risalenti all’epoca tardo antica (II – III sec. d.C.). I reperti sono stati rinvenuti in seguito ad un movimento franoso in località Acqua Arenola – Bosco di Prata una ventina d’anni fa e giacevano abbandonati all’interno del garage municipale. Grazie alla collaborazione con la Soprintendenza Archeologica di Avellino e alla presenza dell’assistente Galliano (inviato dalla d.ssa Maria Fariello), i tegoloni sono stati collocati nel giardino antistante le catacombe della Basilica in attesa di ricomposizione. Lo scopo era quello di restituire alla comunità un nuovo tassello del suo passato da aggiungere a tutti gli altri che già sono stati raccolti grazie al lavoro attento e costante delle associazioni sparse sul territorio. Per mantenere una salda attività di recupero e una buona conservazione del patrimonio artistico e archeologico servirebbero finanziamenti considerevoli, oggi non ottenibili vista la grave crisi economica che segna il nostro Paese. Il volontariato culturale si muove grazie alla passione e al tempo che giovani e meno giovani dedicano alla riscoperta dei beni culturali locali. Una grande lezione è offerta dai ragazzi di Prata che in poco tempo hanno saputo muoversi all’interno del complesso sistema del turismo culturale riscuotendo i primi grandi successi. L’onda positiva espressa dal piccolo borgo irpino non accenna a fermarsi: consapevoli delle difficoltà esistenti nella salvaguardia di un patrimonio locale spesso troppo trascurato, i ragazzi si sono rimboccati le maniche e hanno cominciato da zero a ricostruire la loro storia avvalendosi dell’aiuto di esperti, storici e archeologi. L’ultima operazione è stata l’indiscutibile dimostrazione che i giovani ci sono e hanno voglia di dare un significato al patrimonio locale.