“A perdere sono stati De Mita e Mancino, non noi. Faremo opposizione”. Festa detta la linea

“A perdere sono stati De Mita e Mancino, non noi. Faremo opposizione”. Festa detta la linea

3 luglio 2018

Renato Spiniello – Non si smarca dai 18 del centrosinistra, restando dunque all’opposizione, ma allo stesso tempo non riconosce la figura di Nello Pizza come leader dell’opposizione. Dopo due mesi di silenzio, dovuti alla scelta di mantenimento di un profilo basso, Gianluca Festa torna a parlare alla città e dalla sua voce esce fuori una lunga analisi che parte dal periodo antecedente la composizione delle liste e si conclude lasciando intravedere più di qualche strascico di futuro.

Innanzitutto, il riferimento della lista “Davvero”, fresco di riconferma tra i banchi di Palazzo di Città, eletto insieme a Ugo Maggio e Giuseppe Negrone, mentre il quarto seggio della lista sarà occupato dallo stesso Pizza, ci tiene a ringraziare i tremila cittadini avellinesi che gli hanno dato fiducia, così come ci tiene a congratularsi con il lavoro svolto dai 32 candidati al consiglio comunale.

“La differenza, tra la nostra lista e le altre della coalizione – afferma Festa – è che noi siamo un vero gruppo, che ha dimostrato che in Irpinia si può fare politica senza potere e senza clientele, semplicemente mettendosi al servizio della comunità. E all’interno di una coalizione che ha clamorosamente perso, noi siamo gli unici vincitori”.

I veri sconfitti del 24 giugno sono, secondo il rieletto consigliere comunale, Ciriaco De Mita e Nicola Mancino. “Da sempre la città al secondo turno ha votato contro l’ex premier – tuona Festa – Mancino, invece, rappresenta quel pezzo di Pd che punta solo all’autoconservazione. E il Partito Democratico non è esente da responsabilità in questa sconfitta, in quanto avrebbe potuto e dovuto esprimere un proprio candidato sindaco”.

L’asse regionale, infatti, su cui ha insistito il governatore Vincenzo De Luca, seppur legittimo, non era attuabile nella realtà avellinese. “L’errore è stato proprio questo – rivendica Festa – di chi pur conoscendo gli umori della città ha preferito un candidato sindaco super partes (Pizza, ndr), in modo da non scontentare nessuno. Noi non ci pentiamo della travagliata scelta fatta, perché se allora ci fossimo tirati fuori, ora le responsabilità della sconfitta sarebbero ricadute su di noi, sul solito discolo che, pur di fare il sindaco, ha fatto perdere il centrosinistra”.

Pizza, pur essendo una persona capace e per bene, secondo il leader di “Davvero”, è stato visto come il simbolo di quel palazzo di potere che la gente voleva mandare a casa. “Altro che tirare i remi in barca – continua – il nostro gruppo si è impegnato al ballottaggio, e la riprova di ciò è lo scrutinio di Contrada Bagnoli, ma l’onda che voleva far cadere quel palazzo è stata inarrestabile.

Ve l’avevamo detto – aggiunge – ma da oggi la nostra parola conta molto di più, da oggi non si potrà più prescindere da noi. Questa sconfitta ci apre una grande opportunità: rinnovare il Partito Democratico e bocciare definitivamente questo schema che va da De Mita e Mancino e che non sarà mai più riproposto in una tornata amministrativa”.

Punto, quest’ultimo, rimarcato più volte dall’ex vicesindaco di Galasso: “Questa coalizione ha dimostrato di aver fallito, dunque Pizza non rappresenta il capo dell’opposizione. Il gruppo Davvero, per cui, deciderà in aula l’azione da fare senza accordi con il Movimento 5 Stelle e concordandoci con le altre liste del centrosinistra, che è il posto in cui ci hanno collocato gli elettori”.

Lo stesso Presidente del Consiglio, secondo Festa, deve essere espressione della coalizione e “Davvero” si dice disponibile a proporre un nome, che dovrebbe essere quello di Ugo Maggio. In merito, invece, alla governabilità di Vincenzo Ciampi, arriva la precisazione: “Ha il dovere di provare ad amministrare la città, perché questo hanno voluto gli avellinesi. Dunque si presenterà in aula la linea e il consiglio deciderà, di certo noi non voteremo il consuntivo, in quanto non abbiamo mai votato un bilancio di Foti”.

Capitolo Pd. “Abbiamo l’ambizione di guidarlo. Il Congresso, come certificato per ora anche dal Tribunale Civile, si è celebrato in maniera legittima. Di certo questo partito dovrà cambiare pelle e noi avremmo l’onore di contribuire al suo rilancio”.

Sul futuro e sul ruolo di “Davvero”, la chiosa di Festa: “Avrà un doppio livello, noi restiamo tra i dem ma ingloberemo anche tutte quelle persone e quelle energie che non ne vogliono far parte e che non possiamo permetterci di perdere”.