Il comitato dei mille "festeggia" la candidatura De Luca
Avellino - Quando i punti di vista divergono arriva il ‘condottiero’ che richiama all’ordine. In sintesi è questo il destino di Vincenzo De Luca, sindaco di Salerno ed unico candidato del Pd e del centrosinistra alla presidenza della Regione Campania. Al suo nome sono legate inesorabilmente le sorti elettorali del Pd e sotto la sua egida si nasconde il malcelato onere di arrivare a quella fantomatica unità che il partito sembra in grado di ottenere, almeno all’apparenza, solo per caso fortuito o con un atto di forza.
Probabilmente, e bisogna prenderne atto, nel marzo del 2008 il Comitato dei Mille fu profeta in patria nel sostenere a gran voce la valenza di De Luca per il Partito Democratico. Il tempo, un po’ per pura casualità un po’ per contingenze propizie, ha dato ragione a Forgione e co., gruppo che oggi si è ritrovato non per sostenere il sindaco salernitano alle primarie ma per ‘festeggiare’ l’unico candidato a Palazzo Santa Lucia. Al tavolo dei lavori Andrea Forgione, Franco Maselli, Alberta De Simone, Peppino Di Iorio, Antonio Gengaro e Aniello Chieffo. Folta la schiera dei presenti: Lello De Stefano, Donato Pennetta, Caterina Lengua, Pino Galasso, Antonio Petruzzo, Annarita Colantuoni, Vanda Grassi, Carmine De Blasio, Salvatore Antonacci, Francesco Russo, Enzo Venezia, Donatella Martino, Nancy Palladino.
Da Forgione l’appello ad un atto di coraggio da parte del Pd: in campo gli uomini migliori, chi è meglio in grado di ‘rappresentare’ e nel contempo ottenere più consensi. Meglio ancora se le candidature siano all’insegna della discontinuità. Fronte comune anche per quanto riguarda la ‘seconda’ lista, meglio conosciuta come lista del presidente: non un luogo dove ammorbidire promesse di candidature o dove inserire chi non ha trovato posto altrove ma regno in cui riconoscersi sotto il vessillo del buon governo e in cui far confluire voti aggiuntivi e non sottratti allo stesso Pd. In parole povere, come ha ben spiegato Di Iorio, “nessuno metterà le mani su quella lista”. E sia chiaro un altro punto: “Nessuno di noi vuole candidarsi, vogliamo solo costruire un progetto valido”.
E se il ‘miracolo’ è avvenuto ad Avellino, in occasione del ballottaggio alle comunali, secondo Galasso il ‘prodigio’ può ripetersi, nonostante la passione verso il Pd sia venuta un po’ a mancare. Per questo secondo la Lengua quello di De Luca è il nome giusto per riallacciare i rapporti con l’opinione pubblica, deteriorati dall’immagine litigiosa che il Pd ha consegnato negli ultimi mesi. E anche questa sarebbe una svolta per far rinascere un entusiasmo sopito e per vincere la vera sfida: quello dell’inversione di rotta rispetto ad una regione sempre più appannaggio del centrodestra.
Per Donato Pennetta, De Luca non si candida a sostituire Bassolino ma, ed è ben più arduo, a smantellare un sistema. Una bella gatta da pelare che De Luca affronterà con un biglietto da visita: la sua storia personale ed istituzionale. Non a caso, e lo sottolinea Gengaro, il Pd non è al cospetto di un candidato di apparato ma del candidato della gente. Perché De Luca non è un uomo del Pd ma è un uomo delle Istituzioni. Certo resta il rammarico, secondo De Stefano, di non aver creato prima una convergenza su di lui. Ma poco conta. I giochi sono fatti. E se il Pd combatte a viso aperto il Pdl, tra i democratici è palpabile la tensione verso il vero “avversario” della guerra irpina: l’Udc di Ciriaco De Mita. Molti hanno mal digerito quella che è stata ribattezzata la “politica dei due forni”, che Gengaro, ancora più severo, definisce “politica dell’opportunismo” contro l’accezione più morbida del trasformismo: “De Mita ha appaltato ai suoi uomini interi lotti della sanità campana e i risultati si sono visti. Lui e Mastella sono responsabili quanto Bassolino dello sfascio della Campania”. Palla colta al balzo da Forgione che lancia una chiara accusa alla presunta candidatura di Mario Sena nel Pd: “Se i demitiani ci vogliono votare lo possono fare ma noi non li candidiamo”. (di Manuela Di Pietro)
(sabato 30 gennaio 2010 alle 19.29)
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