*Nella foto: la riunione serale di Bisaccia*Bisaccia - In piazza tra rassegnazione e rabbia

Bisaccia - L’esercito ha raggiunto il Formicoso. L’insperato è diventato realtà. Pero Spaccone è diventato area di interesse strategico nazionale. Tre giorni di anticipo rispetto a quanto precedentemente disposto dal commissariato. 62 ettari di terreno (32 in più rispetto alla pattuizione) ‘incorniciati’ da filo spinato e protetti da sorveglianza armata.
Cittadini che hanno perso la propria identità e hanno visto i propri diritti ormai calpestati. Il Popolo non è rassegnato ma solo meditabondo. I cittadini non si sono fatti sentire. Non ancora. Ma hanno maturato nel proprio animo la rabbia di 50 anni di storia e sacrifici svaniti all’alba del 29 settembre.
Tanta ‘desolazione’ quella espressa in seno all’assemblea di Bisaccia dove cittadini e amministratori si sono uniti per un bilancio locale, così come avvenuto in quasi tutti i comuni dell’Alta Irpinia.
Un dato di fatto: a supportare le fasce tricolore che questa mattina hanno raggiunto all'alba Pero Spaccone solo il popolo. Perché, in fondo, si tratta di una lotta di popolo. Le istituzioni si sono tenute fuori. Tra presunte strumentalizzazioni, proposte di cambio Regione e cave dimesse, le parole che nei giorni scorsi hanno lasciato un’eco incancellabile oggi restano tali. Nessun gesto. Nessuna forma di partecipazione attiva. Nessuna presenza. Il Formicoso, i suoi sindaci e il suo popolo si sono difesi da soli. Con le sole armi della dignità e della volontà di non farsi sopraffare.
Ma la civiltà mostrata nell’accettare l’accaduto non è indice di rassegnazione. Il popolo c’è ed ha intenzione di farsi sentire. In maniera civile, pacifica e determinata, foriera di risultati e non di inutili battaglie che diventano cronaca spicciola e poco lusinghiera per una terra che ha intenzione di rispondere agli “oltraggi” in maniera corretta e senza la zavorra degli estremismi.
“La nostra lotta – hanno spiegato in assemblea a Bisaccia, con Franco Arminio,assessori comunali, Frullone, Cicchetti,D'Ambrosio, Aurisicchio, Di Ninno, Concetta Di Guglielmo, gente semplice e tanti giovani - deve essere legata alle popolazioni e non mi pare si sia trovata finora la capacità di reagire. Siamo considerati ‘non cittadini’. Siamo stati espropriati non delle nostre terre ma dei nostri diritti. Forse è tardi. Ma non è tardi se noi tutti prendiamo i nostri certificati elettorali, li consegniamo al sindaco che li porterà dritti alla Rai”.
Il voto, la forma più alta della democrazia, alla mercè di un impatto mediatico in grado di restituire all’Irpinia una attenzione che finora è mancata.
“Oggi si è consumata una pagina terribile della nostra storia. Abbiamo perso la battaglia ora dobbiamo attrezzarci per bene per vincere la guerra. Se facciamo come abbiamo agito finora rischiamo di perdere la guerra. Stamattina nel viso dei cittadini ho letto sentimenti frustranti perché lo Stato ha messo sotto i piedi i sacrifici di 50 anni”. Insomma si tenta di rialzarsi per far sentire la voce "offesa" dell'Alta Irpinia e dello scippo consumato con il filo spinato.

(lunedì 29 settembre 2008 alle 20.27)

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