Anche il sindacato licenzia: la Cisl dà il benservito a Michele Caso
Avellino – Mobbing, licenziamenti dalla sera alla mattina, dimissionamenti forzati, sono pratiche tipiche di quel mondo del lavoro precario, sommerso, spesso illegale per il quale non esiste alcuna garanzia, alcuna tutela. Quando cose del genere accadono all’interno di un sindacato forte e radicato come la Cisl, si sa fanno rumore. Questa mattina a raccontare la sua esperienza alla stampa locale, è stato Michele Caso, silurato con una lettera fredda e asettica dal suo segretario generale Mario Melchionna. “Ti informo - recita la lettera di benservito datata 21 gennaio 2010 a firma di Melchionna - che la Segreteria Provinciale della Cisl, riunitasi in data 11 gennaio 2010, ha deliberato all’unanimità , con decorrenza 1 febbraio 2010, la revoca del distacco sindacale (ex lege 300/70) relativo alla tua posizione di lavoratore dipendente della Soc. RECORDATI Industria Chimica e Farmaceutica S.P.A., con sede a Milano, addetto allo stabilimento di Campoverde di Aprilia Latina, cui la presente è diretta per conoscenza ai fini dell’adozione dei provvedimenti consequenziali”. Ad onor del vero va detto che in conclusione della missiva, Melchionna coglie l’occasione per ringraziare Caso per il lavoro svolto per l’Organizzazione sindacale. Ma, come precisa lo stesso Caso, il rapporto epistolare intrapreso nei suoi confronti dal segretario Cisl è di lunga data: sono altre sei le lettere che l’ormai ex sindacalista fornisce ai giornalisti. La prima, datata 12 novembre 2007, dove gli viene comunicato il suo trasferimento ad Ariano Irpino, compatibilmente con un suo impegno in città per due giorni settimanali, per seguire le problematiche inerenti le politiche ambientali e gli Lsu (battaglie storiche di Caso ndr); dopo otto giorni il raggio operativo extraurbano di Caso viene esteso a tutta la Valle Ufita e all’Alta Irpinia. E poi ancora Grottaminarda, Gesualdo, è questo quello che Caso definisce il suo “Confino sindacale”. “E’ dal 2007 che giro la provincia in lungo e in largo senza batter ciglio pur di avere rapporti chiari. Ho sempre percorso la strada del dialogo con i vertici sindacali, rispondendo alle innumerevoli lettere con il mio lavoro – ha dichiarato Caso – Forse dovevo aspettarmi il licenziamento per il clima che respiravo all’interno dell’Organizzazione, ma quando è arrivato stentavo a crederci. Ho sempre parlato dei licenziamenti degli altri e oggi mi trovo a dover parlare del mio. Un sindacalista ha la dignità di ogni altro lavoratore, ha diritto ad avere spiegazioni e un largo preavviso prima di essere sbattuto fuori”. Ma cosa ha pagato Caso? Il suo impegno in difesa dei lavoratori del Cdr di Pianodardine, quello per i socialmente utili del Comune di Avellino alla fine stabilizzati dall’Acs?. In una lettera del 4 gennaio 2008 Melchionna accusa Caso di aver preso pubblicamente posizioni in merito all’emergenza rifiuti non in linea con gli orientamenti politici della Cisl. In particolare il segretario generale fa riferimento ad alcune dichiarazioni che Caso rilasciò alla nostra testata in data 3 gennaio dello stesso anno (consultabile sul nostro portale ndr) in cui esprimeva la preoccupazione dell’impossibilità di creare aree di stoccaggio in ogni comune e perplessità sulla provincializzazione dei rifiuti. Il licenziamento di Caso ha già aperto una spaccatura all’interno del sindacato, stando a quanto dichiarato da un altro esponente di spicco della Cisl Giuseppe Zaolino segretario provinciale Fim Cisl che è intervenuto a sorpresa per portare la solidarietà sua e della categoria che rappresenta: “Spenderò tutto il mio peso politico – ha detto Zaolino – affinché la questione rientri al più presto. Invito gli altri dirigenti Cisl a fare lo stesso. La nostra storia in difesa dei lavoratori ce lo impone. In questa fase di coda della crisi ci vorrebbe unità interna al sindacato, non atti del genere che non sono stati discussi in nessun luogo. Da oggi il ‘caso’ Caso non riguarda più solo Michele: voglio – ha concluso Zaolino - che si sappia che i metalmeccanici irpini sono al fianco di questo uomo licenziato senza alcuna motivazione”. Già perché il punto è questo: Michele Caso da sindacalista diviene un uomo licenziato, come tanti in questa provincia, che oggi , non più in tenera età, dovrebbe fare le valigie per lui e la sua famiglia alla volta, forse, di Latina.
(mercoledì 27 gennaio 2010 alle 13.03)
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