Dall’Australia l’allarme: il "pesce triste" rischia l’estinzione
Ci vorrebbero cento vite, probabilmente, per acquisire tutto quello che c’è da sapere sullo scibile umano. Ma forse il bello è anche questo. Chi ha sete di conoscenza può vivere in ogni momento l’emozione della scoperta quando si imbatte in qualcosa di cui ignorava semplicemente l’esistenza. In questo senso, alzi la mano chi, prima di oggi, era al corrente dell’esistenza del Blobfish (in foto). Siamo certi sono davvero in pochi, a parte ovviamente gli esperti. Soprattutto da queste parti, dove l’anche detto ‘pesce dalla faccia triste’ non si trova. Sembra uscito da un cartone animato o da un film fantastico, e invece è tutto vero. Vive in Australia, nei mari profondi, e la massa gelatinosa di cui è costituito il suo corpo gli serve per galleggiare senza un eccessivo dispendio di energie. E’ un esemplare raro e il suo nome scientifico è Psychrolutes Marcidus. E se qualcuno – in barba all’aspetto a dir poco curioso che ha - ha fatto strani pensieri culinari, nessuna illusione: il blobfish non è commestibile. Purtroppo a far parlare di lui non sono né la buona cucina, né la straordinaria varietà naturale che incarna, ma la sua stessa esistenza, in serio pericolo a causa della pratica della pesca a strascico che pur non essendo interessata a lui, avviene proprio su quei fondali dove ha sempre vissuto serenamente. In Australia sono in molti ad aver già sollevato la questione, facendo scattare l’allarme per la conservazione di questa specie. Una causa che non possiamo che appoggiare.
(martedì 26 gennaio 2010 alle 17.21)
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