6.15 del mattino: la Fibe varca il confine della cava di Savignano

by 17 dicembre 2004

Sono le 6.15 del mattino. Un mattino fatidico che segna la fine della battaglia di Savignano. La Fibe varca il confine d’accesso alla cava dismessa. Con l’aiuto delle forze dell’ordine e con la gru dei Vigili del Fuoco i tecnici sono riusciti a smantellare le strutture difensive disposte dai cittadini a tutela del territorio ‘violato’. Una battaglia davvero dura che non ha risparmiato nessuno. Molti cittadini sono stati soccorsi in seguito a lievi malori. Gli stessi sindaci hanno vissuto momenti di panico e sono stati senz’altro i più ‘colpiti’. Ma nulla da fare, hanno ceduto anche le ultime munizioni. La trivella della Fibe ha raggiunto la meta per dare inizio ai sopralluoghi. Ma i cittadini non si sono arresi. La legge non si è fermata davanti all’etica di chi ha considerato il gesto “un atto di forza ed antidemocratico”. Stanco e ferito il sindaco Ciasullo che nell’estenuante lotta ha riportato la lussazione di una spalla. Ma la carica… quella nessun attacco la può fermare: “La nostra battaglia va avanti. Dimostreremo che il sito non è idoneo e che non esiste alcuna cava”. Una telefonata al Prefetto senza alcun risultato, molta amarezza come cittadino e come istituzione: “Mi ha risposto: ‘non è mia competenza’. Come sindaco potrei pensare di rassegnare le dimissioni ma non intendo fare l’ennesimo favore a questa gente”. Un dolore profondo che non nasce dalle ferite riportate quanto dall’insuccesso di un obiettivo che a tutti i costi doveva essere raggiunto. E non è andata meglio al primo cittadino di Panni, immediatamente soccorso e condotto presso il vicino ospedale di Ariano Irpino. Insomma, all’alba si è consumata l’ultima crociata di contrada ‘Ischia’ che ha combattuto contro il classico muro di gomma, contro una scelta ‘non condivisa’, contro una forza inarrestabile: la legge.


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