47 sforamenti in un anno, Avellino tra le città campane più inquinate

47 sforamenti in un anno, Avellino tra le città campane più inquinate

27 dicembre 2017

Fine anno all’insegna della malaria per Avellino. La città dei Quadranti, stando ai dati Arpac e Lagambiente, è una delle 14 in Campania ritenuta fuorilegge per la qualità dell’aria, in quanto supera la soglia limite per le polveri sottili Pm10 di 35 sforamenti all’anno (ovvero con una concentrazione superiore ai 50 microgrammi per metrocubo). Un peggioramento rispetto al 2016, dove erano appena 10 le città campane malate di smog.

Secondo i dati dell’Arpac elaborati da Legambiente, aggiornati al 26 dicembre, l’emergenza cronica dello smog delle città capoluogo contamina anche la provincia. Maglia nera e record di sforamenti per Pomigliano D’Arco dove i giorni di superamento sono stati ben 112, segue a ruota San Vitaliano, nell’area nolana, dove i giorni di superamento sono stati 104; chiude il podio Volla con 81.

Non è migliore l’aria nelle città capoluogo di provincia: a superare nel 2017 la soglia di polveri sottili consentita per legge sono Caserta con 51 giorni di sforamento, poi Avellino con 47 e Napoli con 41.

Le altre città campane fuorilegge sono Acerra (Na) con 60 giorni, Nocera Inferiore (Sa) con 59 giorni, Casoria con 58 giorni, Sparanise (Ce) con 47 giorni, Aversa (Ce) e Maddaloni (Ce) con 40 giorni, Pignataro (Ce) con 41 giorni, S. Felice a Cancello (Ce) con 38 giorni.

“Quest’anno il picco di polveri sottili nell’aria non ha aspettato il rigido inverno – commenta Michele Buonomo, presidente Legambiente Campania – anzi è arrivato con anticipo, prima in primavera e poi in autunno, complici i cambiamenti climatici e poi la mancanza di interventi strutturali da parte di regioni e sindaci per arginare il problema. Per liberare le città dalla cappa dello smog  è fondamentale il ruolo della Regione nel predisporre piani, misure e nuovi fondi da destinare a progetti innovativi, a partire dal settore della mobilità, se davvero si vogliono rilanciare i centri urbani oggi in forte sofferenza. Accanto alla politica regionale, le amministrazioni comunali devono avere più coraggio, essere meno timorosi nell’applicare nuove concrete ed efficaci politiche di mobilità sostenibile.

Prioritario – conclude Buonomo – investire su uno svecchiamento del parco autobus puntando su un trasporto pubblico locale moderno, treni per pendolari e mobilità alternativa e puntare nella riqualificazione energetica degli edifici, garantendo così una riduzione nelle emissioni dagli impianti di riscaldamento domestici”.