Verso le regionali – Il centrodestra sfoglia la margherita e rischia di perdere pezzi

Verso le regionali – Il centrodestra sfoglia la margherita e rischia di perdere pezzi

25 maggio 2020

Michele De Leo – Il possibile accantonamento di Stefano Caldoro quale candidato Governatore per la coalizione di centrodestra e l’investitura di Catello Maresca provocano reazioni diverse. In attesa di comprendere se Silvio Berlusconi e Forza Italia accetteranno di accondiscendere nuovamente al volere di Matteo Salvini – gli accordi tra le forze di coalizione prevedevano che il candidato presidente in Campania fosse indicato dagli azzurri – la disponibilità del Magistrato Maresca è accolta positivamente da Mara Carfagna. L’ex Ministro non aveva usato mezze misure per bocciare la decisione di candidare nuovamente Caldoro al massimo scranno di palazzo Santa Lucia. “Nel centrodestra – dice in un’intervista a Il Mattino – si è riaperta la discussione sulla candidatura alla presidenza della Regione. Questo è un fatto positivo, anche alla luce dei rischi politici legati al dopo – emergenza. La disponibilità di Maresca, poi, credo sia un segnale molto importante e da apprezzare. Maresca non solo è un simbolo della lotta alla criminalità ma rappresenta anche quel tipo di giustizia basata sull’equilibrio, sul rispetto di regole e garanzie che fanno parte del nostro patrimonio di valori. E senza protagonismo”. Di contro, il centrodestra potrebbe perdere il sostegno dei democratici cristiani. “La candidatura di Stefano Caldoro – scrive Gianfranco Rotondi sulla sua pagina Facebook – è la linea del Piave di quanti credono in un Centro popolare ed europeo imperniato su Forza Italia e aperto ai partiti eredi delle tradizioni democristiane e socialista. L’inchino al ricatto della Lega vale per chi è disposto a farlo. Non per me, né per i miei amici e prevedo nemmeno per Stefano. Un socialista – come un democristiano – ha sempre almeno due vite”. Parole che fanno intuire la possibilità – nel caso venga confermato l’accantonamento di Caldoro – di guardare altrove e togliere consensi al centrodestra. La coalizione è, dunque, ben lontana dalla possibilità di recuperare quella tranquillità e, soprattutto, quell’unità necessarie per tentare la nuova scalata a palazzo Santa Lucia. Il tempo stringe ed i partiti hanno l’obbligo di definire il candidato alla carica di Governatore, anche a costo, inevitabile a questo punto, di perdere il sostegno di qualche pezzo della coalizione.