Rotondi boccia la linea di Forza Italia: “Un errore andare in piazza con Lega e FdI”

Rotondi boccia la linea di Forza Italia: “Un errore andare in piazza con Lega e FdI”

20 maggio 2020

Michele De Leo – “La scelta di Forza Italia di andare in piazza il due giugno è sbagliata e cancella gli sforzi sovrumani di Silvio Berlusconi, protagonista della risalita nei sondaggi”. L’ex Ministro Gianfranco Rotondi boccia la decisione dei vertici del partito con il quale è stato eletto a Montecitorio – pur senza aver mai aderito – a partecipare all’iniziativa di piazza organizzata dalla Lega di Matteo Salvini e da Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni per il giorno della Festa della Repubblica. Il deputato avellinese ribadisce – da mesi – la tesi secondo la quale Forza Italia abbia perso molto terreno a causa della scelta di appiattirsi rispetto alle posizioni degli alleati del centrodestra. Rotondi ha chiesto più volte a Forza Italia un’assunzione di responsabilità per mantenere una posizione più moderata, in grado di rappresentare ancora quella fetta di elettorato più vicina al centro. Del resto – è il pensiero del deputato avellinese – perchè gli elettori dovrebbero votare Forza Italia se questa si limita ad accettare il volere degli alleati? “L’elettorato – ribadisce l’ex Ministro – premia la differenza, non l’omologazione: a che serve imboscarci tra i sovranisti? E’ in arrivo una legge elettorale tutta proporzionale: davvero qualcuno pensa che i voti ce li daranno Salvini e Meloni?”. Il rischio è quello che Forza Italia – viste anche le posizioni di dissenso registrate al suo interno – possa ridursi a rappresentare un cespuglio nella coalizione di centrodestra e diventare marginale nelle decisioni di primo piano. Per questo, l’ex Ministro continua ad immaginare un futuro diverso per Forza Italia e per il centrodestra. “La mistica del centrodestra unito – chiosa – appartiene a un’altra stagione politica. In questa dobbiamo declinare l’identità di una forza europeista e popolare, alternativa alla sinistra al sovranismo e al populismo. Chiederò con forza che i Democratici Cristiani facciano sentire di più la propria voce”.