Movimento CInque Stelle: Il Senatore Grassi lascia e passa alla Lega

Movimento CInque Stelle: Il Senatore Grassi lascia e passa alla Lega

12 dicembre 2019

Michele De Leo – Il senatore Ugo Grassi, eletto con il Movimento 5 Stelle nel collegio uninominale di Avellino, ha aderito al gruppo della Lega. Il passaggio, nell’aria ormai da molte settimane, è stato formalizzato oggi. Già nel corso della sua intervista a Irpinianews.it, pur confermando di essere ancora in una fase di valutazione, il Senatore Grassi aveva fatto trapelare le simpatie nei confronti di un partito che – diceva – “sul piano operativo, ha dimostrato di avere attenzione per il Mezzogiorno. Ha compreso che il sistema industriale italiano poggia le basi anche sul tessuto del Sud, senza il quale l’intero sistema rischierebbe un ridimensionamento”. La comunicazione ufficiale è arrivata proprio dalla Lega attraverso una nota accompagnata dalla soddisfazione del leader Matteo Salvini: “Diamo il benvenuto al senatore Grassi. Porte aperte per chi, con coerenza, competenza e serietà, ha idee positive per l’Italia e non è succube del Pd. Su riforma ed efficienza della giustizia e rilancio delle università italiane, col senatore Grassi lavoreremo bene”. Il Senatore Grassi ha anche scritto una lettera diffusa dalla Lega per spiegare la sua scelta. “Il punto è che il mio dissenso non nasce da un mio cambiamento di opinioni – si legge – bensì dalla determinazione dei vertici del Movimento di guidare il Paese con la granitica convinzione di essere i depositari del vero e di poter assumere ogni decisione in totale solitudine. Gli effetti di questo modo di procedere sono così gravi ed evidenti (a chi vuol vedere), da non dover neppure essere esposti”. Il cambio di casacca non è stato digerito dal capo politico del Movimento Luigi Di Maio che ha evidenziato: “Se ci sono senatori come Grassi, che è appena passato alla Lega, evitino di utilizzare una cosa non vera come il Mes. Consegnino una bella lettera al presidente del Senato e dicano semplicemente che vogliono cambiare casacca e tradire il mandato che i cittadini hanno dato. Non c’è nulla di male” a voler lasciare, “ma a quel punto vadano a casa, altrimenti a quella lettera alleghino anche un listino prezzi sul mercato delle vacche”.