Le regionali in Campania e l’impazzimento della politica dei sondaggi

Le regionali in Campania e l’impazzimento della politica dei sondaggi

7 dicembre 2019

Michele De Leo – Mancano ancora molti mesi alle elezioni regionali della Campania ma un dato è certo: siamo all’impazzimento generale. Se i rappresentanti delle forze politiche sono al lavoro per provare a definire alleanze e stringere accordi, in tanti hanno cominciato a collezionare contatti e incontri privati, a tessere trame per provare ad ottenere una candidatura che, nella maggior parte dei casi, non porterà a nulla. Le elezioni regionali non garantiscono alcun posto sicuro: il partito o la lista civica di riferimento può favorire la possibilità di attingere da un bacino più ampio, ma ogni candidato deve essere bravo a recuperare preferenze per provare a sedere nella sala intitolata a Giancarlo Siani. Ebbene, in attesa di capire come arriveranno gli schieramenti al prossimo appuntamento elettorale, si susseguono a ritmo serrato sondaggi che dicono tutto ed il contrario di tutto. In primis – neanche un mese fa – fu il sondaggio commissionato dal sindaco di Benevento Clemente Mastella alla “Noto Sondaggi”: un campione di mille intervistati restituisce un centrodestra che procede a gonfie vele, avanti di oltre dieci punti rispetto agli avversari del centrosinistra con qualunque candidato alla carica di Presidente. Mentre alcuni degli alleati hanno subito provato a scaricare il Governatore uscente Vincenzo De Luca, nella coalizione di centrodestra si è creata la calca per il ruolo di leadership. Immediato, però, è arrivato il sondaggio della Notix. Stavolta, il campione di cittadini intervistati sale a quota 5mila ed i risultati dicono tutt’altro: l’attuale primo inquilino di palazzo Santa Lucia avrebbe un vantaggio sul suo avversario di centrodestra Stefano Caldoro di oltre 13 punti percentuali, mentre il Movimento Cinque Stelle – con il ministro dell’ambiente Sergio Costa candidato presidente – non riscuoterebbe grosso appeal. La “Federazione popolare” di Giuseppe Gargani non ci sta e commissiona un ulteriore sondaggio: mille intervistati dalla Index Research riportano il centrodestra avanti di oltre 10 punti percentuali rispetto alla coalizione di centrosinistra. Il sondaggio dice pure che in caso di primarie nel centrodestra, il candidato preferito dagli elettori sarebbe Mara Carfagna. In tutti i casi siamo di fronte a numeri che hanno poco senso e assolutamente nessuna attinenza con quello che sarà il risultato delle urne. Certo, qualcuno potrà dire di averci azzeccato, ma sarà stato esclusivamente frutto del caso. I numerosi sondaggi commissionati non sono esclusivamente la dimostrazione di una politica alla continua ricerca di certezze, tantomeno di una confusione che attanaglia gli elettori. Spesso, sono utili a dare indirizzi, ad ottenere qualche posizionamento migliore all’interno degli schieramenti, a vedersi garantire un maggiore peso specifico in una coalizione. I risultati raccolti dimostrano non solo che l’elettorato non ha ancora le idee chiare ma, soprattutto, che i cittadini – pur se già consapevoli della propria decisione – evitano di esporsi e di far emergere le proprie intenzioni.