Il Clan H porta il teatro nel centro storico di Avellino: due gli appuntamenti

Il Clan H porta il teatro nel centro storico di Avellino: due gli appuntamenti

13 marzo 2019

Il Clan H porta il teatro nel centro storico di Avellino. In scena due performance che narrano la forma delle tradizione, nell’ambito del “Festival del Pensiero Itinerante” organizzato dal Comune di Avellino, progetto finanziato dal POC Campania, che ha come direzione artistica Angela Picardi. Sabato 16 marzo alle ore 19, nella sala parrocchiale del Duomo di Avellino andrà in scena, lo spettacolo per bambini “Il bosco della fantasia”. Generazioni a confronto, l’ inclusione, i ricordi sopiti, il riappropriarsi della fantasia in un tourbillon di spunti e riflessioni.

La storia: I due nipoti di nonno Evaristo ritrovano, frugando in soffitta, un vecchio baule con dentro “disegni, giochi antichi e libri”. Entusiasti vogliono festeggiare il compleanno del nonno. Nonno Evaristo non vuole saperne niente, perché dice di odiare il suo compleanno e tutti quei libri e tutto ciò che rappresenta il passato, e invita loro di rimettere tutto nel baule. Ma il gioco teatrale farà piombare lo scontroso nonnino in un luogo immaginario. Lo spettacolo è scritto e diretto da Salvatore Mazza e vedrà in scena Andrea De Ruggiero, Laura Tropeano, Elisabetta Iannaccone, Umberto Branchi e Antonia Guerra.

Sabato 23 marzo alle ore 19 nella cripta del Duomo andrà in scena “Hirpus” , viaggio nelle forme e nelle tradizioni, scritto e diretto da Lucio Mazza ripercorre le vicende che hanno interessato Avellino dalla seconda guerra mondiale ad oggi, recuperando e riportando alla memoria luoghi, personaggi, eventi e tradizioni del capoluogo e della sua provincia. L’azione teatrale consegna un interessante documento storico delle tradizioni e del racconto, un vero e proprio spaccato d’Irpinia.
In scena insieme a Salvatore Mazza, Andrea De Ruggiero,Felice Cataldo, Luciano Picone, Santa Capriolo, Laura Tropeano, Elisabetta Iannaccone, Cesarina Siniscalco, Umberto Branchi, Mariapia Di Padova e Antonia Guerra.
“Vivere a stretto contatto con le forme e le tradizioni è un viatico importante per i giovani. – dichiara Salvatore Mazza – Senza la memoria e le tradizioni non riconosceremmo più la nostra identità e ciò che c’è stato prima di noi e, se così fosse, tutto andrebbe inesorabilmente perso. Parafrasando un grande scrittore, dovremmo avere impresse queste parole: Colui che non onora la propria terra, non onora se stesso”.