40 giorni & 40 notti

40 giorni & 40 notti

24 gennaio 2018

Pasquale Manganiello – 40 giorni & 40 notti è un film del 2002 diretto da Michael Lehmann con Josh Hartnett. La trama è particolarmente semplice: per quaranta giorni e per quaranta notti il protagonista, Matt, dovrà fare a meno di ogni attività riconducibile al sesso (dal rapporto completo alla masturbazione, dai baci alle semplici effusioni) su consiglio di un sacerdote, dopo una serie di allucinazioni ogni qualvolta si avvicinava ad una donna.

Mancano 40 giorni al 4 Marzo, data che potrebbe segnare il futuro (incerto) del nostro Paese e, in particolare, della provincia di Avellino. Molti irpini, riconducendo lo spunto alla trama del film, praticano da tempo un altro tipo di astinenza: quella dal voto. Almeno il 50% della popolazione irpina negli ultimi anni non si è recata a votare, disillusa dalla politica e completamente indifferente alle dinamiche che hanno caratterizzato, in particolare, l’ultimo quinquennio, da Monti a Gentiloni. Le motivazioni del non voto si rincorrono da anni: la forte somiglianza tra proposte e idee dei vari candidati e delle diversi coalizioni, con la conseguenza che la vittoria di uno o dell’altro avrebbe uno scarso impatto sulla vita dei cittadini; la crisi dei partiti, i quali ormai non riescono più a mobilitare gli elettori e portarli alle urne; una generale sfiducia nei confronti delle istituzioni.

D’altra parte, però, gli studiosi evidenziano la tendenza a partecipare solo alle tornate elettorali ritenute più importanti: generalmente l’affluenza è parecchio più alta alle elezioni politiche. In Irpinia sarà così?

La campagna elettorale non è ancora entrata nel vivo. Prosegue la fase di “studio”, con dinamiche confuse riguardo a candidature e alleanze.

Il centrodestra non sembra affatto avere le idee chiare. Mara Carfagna, in una intervista ad Orticalab, non ha smentito la possibilità di correre nel collegio maggioritario Irpinia-Sannio. Immaginate l’ex Ministro tenere comizi  a Molinara o Trevico: tanti saluti alla cosiddetta “territorialità”. A Zecchino, Pugliese, De Angelis, Di Cecilia, Morano, Santoli si è aggiunto in queste ore anche il consigliere provinciale Giaquinto come possibile candidato per la coalizione: sarà la sagra degli scontenti. “Originale” il connubio che si creerà nel Sannio con Lady Mastella che si ritroverà alleata con Salvini (dopo i pernacchi del marito sindaco al leader leghista), il quale a sua volta sarà nella stessa coalizione di Pomicino, Tosi, Zanetti e dello stesso primo cittadino di Benevento, con cui aveva giurato di non voler avere mai niente a che fare. Hashtag coerenza.

Del Pd e della probabile alleanza con De Mita si è già detto e scritto tutto. Potremmo definirla “innaturale” se pensiamo a tutto quello che De Mita senior ha detto di Renzi e a tutto ciò che Renzi voleva rottamare, compreso l’universo demitiano. D’altra parte, l’appeal elettorale dei deputati uscenti Famiglietti e Paris non sembrano poter ribaltare sondaggi più che negativi, nè le candidature di D’Amelio e De Luca che sono le stesse da anni. Se anche D’Agostino molla e converge verso il centrodestra, dopo che l’ala scissionista ha già dato il benservito un anno fa, la frittata sarà completa. Solidarietà convinta all’elettore irpino del Pd che ha creduto negli anni in quel lontano progetto politico riformista.

Il leitmotiv del Movimento Cinquestelle, quando si parla dei contendenti, è chiaro: “Il nostri veri avversari non saranno il centrodestra ed il Pd, ma l’astensionismo e gli sfiduciati.” I grillini hanno avuto il merito enorme di incanalare una più che giustificata rabbia dei cittadini in un percorso democratico e di partecipazione. Come verificato alle scorse elezioni siciliane, l’astensionismo potrebbe rivelarsi il muro contro cui si potrebbero scontrare i cinquestelle il prossimo 4 Marzo. Più alta sarà la partecipazione al voto, più probabilità avranno di andare al Governo. E Alessandro Di Battista ospite di Barbara D’Urso, nella scorsa puntata di Domenica Live, è il classico esempio di come il Movimento politico fondato da Grillo e Casaleggio punti a raggiungere il più vasto pubblico possibile. Tre anni fa, una “ospitata” del genere non veniva neanche presa in considerazione. In attesa dei candidati uninominali (Sibilia ha annunciato sorprese importanti), il parlamentare irpino ha incassato la fiducia degli iscritti. Con lui Maria Pallini che, se i sondaggi dovessero essere confermati, da seconda nel listino avrebbe ottime chance di far parte della XVIII legislatura. Buon riscontro anche nel proporzionale Senato, dominato dalla quota casertana, dove Caiazzo e Testa hanno ricevuto un consenso importante.

Mentre Liberi e Uguali litiga per i posizionamenti, la Sinistra Alternativa si organizza e si compatta per provare ad ottenere un buon risultato. Potere al Popolo poteva aggregarsi al nuovo soggetto di sinistra, nato dall’unione di Articolo Uno, Possibile e SI, ma ha preferito un percorso di coerenza con i propri valori. La quota un milioni di voti (3%) è lontana ma non è detto che PAP non riesca a fare lo sgambetto ai “cugini un pò meno di sinistra”.

In 40 giorni & 40 notti i colleghi di lavoro di Matt vengono a sapere della decisione di astenersi dal sesso e organizzano un sistema di scommesse per puntare sul giorno in cui Matt cederà. Chissà se gli irpini indifferenti e disillusi decideranno, il prossimo 4 Marzo, di “cedere”  e di partecipare perchè, come cantava Gaber, “libertà è partecipazione”.