20 allieve delle classi di canto del «Cimarosa» nella rappresentazione scenica di “Suor Angelica”

20 allieve delle classi di canto del «Cimarosa» nella rappresentazione scenica di “Suor Angelica”

12 ottobre 2017

Due serate di grande musica declinate interamente al femminile con 20 allieve delle classi di canto, protagoniste di un’opera di Puccini e accompagnate sul palco dai 42 musicisti dell’Orchestra del Conservatorio «Cimarosa».

Nella rinnovata location dell’Auditorium di piazza Castello, capace di ospitare fino a 400 spettatori, venerdì 13 e sabato 14 ottobre andrà in scena «Suor Angelica» opera in atto unico di Giacomo Puccini su libretto di Gioacchino Forzano e per la regia di Giuseppe Sollazzo, che vedrà in pedana un cast interamente al femminile composto dalle allieve delle classi di canto del Conservatorio di Avellino accompagnate dall’Orchestra del «Cimarosa» diretta dal maestro Massimo Testa.

«Suor Angelica» è il terzo appuntamento della nuova rassegna concertistica «D’Autunno – Concerti d’autore al Cimarosa» immaginata dal Conservatorio di Avellino, presieduto da Luca Cipriano e diretto da Carmine Santaniello, per omaggiare la grande musica classica in tutte le sue declinazione, in un viaggio lungo tre secoli che vedrà come protagonisti i docenti e gli allievi dell’Istituto di Alta formazione musicale esibirsi sul palcoscenico dell’Auditorium «Vitale».

L’azione si svolge verso la fine del XVII secolo in un monastero vicino Siena, dove troviamo Suor Angelica, di famiglia aristocratica, che ha forzatamente abbracciato la vita monastica per scontare un peccato d’amore, rinunciando al bambino nato da quella relazione, strappatole di forza subito dopo la nascita e mai dimenticato.

Dopo sette anni di vita monastica le fa visita la Zia Principessa, divenuta amministratrice dei beni di famiglia dopo la morte dei genitori di Angelica, che le chiede di firmare un atto di rinuncia al patrimonio, mentre implacabile le annuncia che il suo bambino è morto. Disperata, Angelica decide di suicidarsi ingerendo un veleno distillato con i fiori raccolti nel giardino del convento.

In preda al rimorso per il peccato commesso, la suora invoca la Vergine che le appare circondata di luce e accompagnata da una musica celestiale. In segno di perdono la Madonna sospinge un bimbo fra le braccia della morente, compiendo il miracolo.

«Gli avellinesi amano la lirica e lo hanno dimostrato in più occasioni. Con l’opera di Puccini che mettiamo in scena, prosegue il lavoro del Conservatorio nella produzione artistica. Lo spettacolo, infatti, è interamente realizzato con risorse del Cimarosa, e messo in scena da docenti e allievi protagonisti di un’opera lirica che ben si inserisce nel nostro programma di concerti in cartellone in questi mesi». Affermano il presidente Luca Cipriano e il direttore Carmine Santaniello.