18 membri della direzione: “Segretario ha portato Pd allo sfascio”

26 luglio 2014

Diciotto membri della segretaria provinciale del Pd, Francesco Todisco, Toni Ricciardi, Walter Di Pietro, Gerardo Capozza, Giuseppe Fazio, Rodolfo Salzarulo, Generoso Bruno, Enzo Bianco, Antonio Ninfadoro, Nicola D’Ascoli, Angelo d’Argenio, Giovanni De Lisa, Gerardo Galdo, Mimma Chiuso, Marianna Mazza, Annarita De Laurentis, Antonio Cosmo e Raffaele Stella firmano un documento nel quale esprimono il proprio parere in merito alla fase politica che si sta vivendo all’interno del partito. “Facciamo parte di un organismo che avrebbe dovuto essere convocato per decidere la linea politica e mai è stato fatto. Il simbolo del Pd è stato letteralmente gettato nel fango da chi, fra amministrative e governo degli enti, avrebbe dovuto difenderlo e invece l’ha portato in percorsi avventuristici e dilettantistici. Rispettiamo l’autonomia dei sindaci nell’indicazione delle figure chiamate alla guida degli enti, ma spetta alla direzione provinciale l’indicazione della linea politica. Chi ha deciso di avventurarsi in queste buffe, comode e larghe intese? Dove sono state affrontate le questioni di contenuto? Non sono vicende su cui l’esecutivo né tantomeno il segretario possono decidere in solitudine privando il partito del confronto nell’unico luogo deputato a prendere tali decisioni. Tanto più che questa segreteria è espressione di una maggioranza del solo 53%. Il Pd, dopo lo straordinario consenso ottenuto alle Europee, ha ancor di più in testa la responsabilità di guidare un processo di profondo rinnovamento nel governo degli enti sovracomunali. Avanzare proposte sui contenuti e su queste, si, ricercare la convergenza delle altre forze politiche. Un partito serio dovrebbe tenere fuori la città di Avellino da ogni strumentalizzazione utilizzandola nello scacchiere delle nomine; dovrebbe ragionare di come risollevarne le sorti rispetto alle sue drammatiche condizioni, senza coinvolgere Foti in ogni partita. Quasi fosse l’inconsapevole chiave per entrare in tutti i giochi sugli assetti di potere. Tra l’altro proprio il sindaco di Avellino, alla luce delle sue inopportune e intempestive dichiarazioni fatte di apertura ai privati in un settore così delicato quale quello dei rifiuti, ci rasserena ben poco sulla doverosa serenità e non condizionabilità richiesta alla guida dell’Ato rifiuti. De Blasio abbandoni i toni arroganti, si vesta d’umiltà e ricordi, egli che a ogni piè sospinto lo utilizza per minacciare il dissenso interno, che lo Statuto del Pd esiste anche per il segretario provinciale. Dunque, faccia con umiltà il suo mestiere consentendo al partito tutto di decidere su questioni di rilevanza strategica per il destino dell’Irpinia”.